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Il tenegujaL’ultima eruzione è quella del Teneguja del 1971, poco esplosiva, non ha costituito fattore di rischio per la popolazione ed ha avuto come unico effetto quello di aumentare la superficie dell’isola. Si tratta della parte meridionale de la Cumbre Vieja, catena di vulcani di 25 km di lunghezza. L’eruzione iniziò da fessure che si aprirono a sud dell’isola con emissione di gas e ceneri. Dopo solo 22 anni la colata di San Juan, nella pianura di Malpais, alle pendici del vulcano di San Antonio, si aprì una larga striscia di terra ed essa cominciò ad eruttare enormi quantità di fumo e cenere. L'eruzione fu preceduta da una serie di movimenti sismici che cominciarono a farsi sentire dal giorno 15 Ottobre 1971. L'intensità delle scosse costrinse molti abitanti della zona a dormire fuori casa, in tende da campeggio. Tre bocche eruttive si aprirono simultaneamente con un effetto dinamico del tipo delle fontane di lava e due colate discesero rapidamente fino al mare. In qualche giorno la bocca più a nord (il Teneguja I) diventò un cono di un centinaio di metri di altezza. In seguito comparvero una quarta, una quinta ed una sesta bocca ad attività esplosiva e dopo pochi giorni l'eruzione cessò improvvisamente. La prima di queste colate, dovuta al forte dislivello della scogliera (strapiombo), si riversò in mare le notti del 26 e del 27, formando una colossale nube bianca per il contatto del magma con l'acqua. Più tardi la colata derivante da nord arrivò in mare, sebbene la maggior parte dei materiali provenisse dal centro di emissione nella parte sud-est. La Roque de Teneguja è formata da basalto olivinico ed emana radiazioni di origine elettromagnetica. Sito realizzato a fine didattico Copyright © 2004 Liceo Scientifico Statale "Vittorio Veneto" - Milano Tel. +39.02.40.50.07 - Fax. +39.02.40.09.23.30
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